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Con l’autunno alle porte la necessità e il consumo di acqua calda aumenta. Normalmente si definisce questo consumo con la dicitura “produzione di acqua calda per uso sanitario” proprio per differenziale l’acqua calda prodotta per l’igiene personale da quella utilizzata per il riscaldamenti. I due sistemi possono condividere gli stessi circuiti (ad esempio la stessa caldaia) ma sono, anche dal punto di vista fiscale, considerati in modo differente.

Come si risparmia sull’acqua calda?

Dipende dalle esigenze. Una piccola famiglia che utilizza l’acqua calda per necessità di igiene personale può trovare conveniente l’utilizzo di una caldaia a gas che riscalda un quantitativo d’acqua maggiore rispetto al boiler elettrico.

Chi vive da solo, invece, può optare per un sistema elettrico di riscaldamento. Gli scaldacqua da 50-60 litri possono essere sufficienti per la doccia e per lavare i piatti.

Riscaldamento con caldaia: pregi e difetti

La caldaia a gas ha di certo molti pregi. Può produrre tanta acqua calda e consuma soltanto per il tempo necessario al riscaldamento. Questi pregi si traducono in una migliore capacità di riscaldamento e, a lungo andare, una economicità. Tuttavia una caldaia ha bisogno di molta manutenzione e il costo iniziale può essere molto importante. Inoltre, la maggior parte delle società chiedono un contributo d’attivazione e un contributo mensile per il trasporto del gas.

Riscaldamento elettrico dell’acqua: pregi e difetti

Il riscaldamento elettrico dell’acqua – tramite boiler – ha il grande vantaggio di non richiedere altri abbonamenti poiché si sfrutta l’energia elettrica. In altre parole, non è necessario pagare mensilmente altri oneri, abbonamenti o tasse.

Lo svantaggio dei boiler è rappresentato dal fatto che, per mantenere l’acqua calda, devono regolarmente accendere la resistenza interna che consuma acqua. Il consumo di energia è direttamente proporzionale alla capacità dello scaldabagno e alla temperatura impostata. Ad esempio, per riscaldare 80 litri d’acqua servirà molta più energia rispetto all’attività di riscaldarne 30.

Risparmio nella produzione di acqua calda per uso sanitario.

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