La liberalizzazione delle tariffe per le utenze di elettricità, telefono e gas ha – senza dubbio – permesso a molte aziende di operare in regime di concorrenza offrendo al consumatore finale offerte più articolate e convenienti. L’apertura del mercato ha, tuttavia, posto in essere una spiacevole situazione: l’accaparramento selvaggio degli utenti.

Telefonate, email e perfino campagne porta a porta rappresentano la routine. Questi comportamenti sono il risultato di un sistema che coinvolge molte agenzie che hanno un solo scopo: far effettuare a quanti più utenti il passaggio da un operatore a un altro. La regolamentazione in tal proposito è molto definita: qualsiasi proposta deve essere chiara e deve essere posta nei limiti della privacy. Alcune agenzie, tuttavia, non si pongono troppi scrupoli e mettono in atto delle vere e proprie truffe a danno dei consumatori.

Porta a porta

Il porta a porta è, in assoluto, il modello meno affidabile per recepire qualsiasi offerta. Questo avviene poiché l’utente ha poco tempo per valutare la convenienza, o la non convenienza, e spesso è sopraffatto da alcune pratiche scorrette. L’esempio tipico è quello di un venditore che finge di appartenere al gestore e chiede la famosa “ultima bolletta”, minacciando qualora non vi fosse esito la cessazione della linea elettrica, telefonica o del gas.

 Questo, specifico, caso è configurabile come vera e propria truffa poiché si propone, in modo del tutto fraudolento, un contratto senza specificare in modo corretto gli elementi necessari alla valutazione della proposta.

I danni che derivano da questi comportamenti fraudolenti sono ingenti. L’utente è costretto a dimostrare di non aver compreso i termini o, in alcuni casi, perfino di non aver mai firmato alcun contratto. Queste operazioni sono molto dispendiose in termini di tempo e possono necessitare del supporto legale.

Chiamata da call center

Anche le chiamate da call center possono trarre in inganno i consumatori. In linea di massima, gli operatori che mettono in atto questo tipo di proposte tendono a ottenere il codice di migrazione e il recapito per trasferire, verso altro operatore, l’utenza. La velocità attraverso il quale i call center possono chiamare molte persone è tale da poter operare numerose condotte nefaste nei confronti di ignari utenti.

Recedere e tutelarsi

Il primo passo per la prevenzione e per evitare le truffe del cambio di gestore è quello di tenere gli occhi sempre aperti. Se ciò non bastasse è possibile, legalmente, procedere alla rescissione del contratto entro un tempo prestabilito. Entro quanto tempo è possibile recedere dal cambio operatore? Entro trenta giorni va inviata una raccomandata a ricevuta di ritorno o, meglio ancora, una PEC al nuovo operatore riportando il nome, il numero dell’utenza (telefono, contatore), l’indirizzo esatto e il numero del contratto di subentro, cioè quello firmato.

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